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Vixen NA120S Neoachromat - Agg. foto |
 Il Vixen Na120S è senza alcun dubbio un telescopio strano. E’ un rifrattore da 12 cm con rapporto focale piuttosto veloce (f/6.7) e con un secondo doppietto che funge da spianatore. Sulla carta è un’ottica molto interessante, che sembrerebbe destinata principalmente ad un uso astrofotografico, grazie al rapporto focale abbastanza spinto e allo spianatore standard nel gruppo ottico. Il telescopio infatti dispone di un classico doppietta frontale a cui se ne aggiunge un secondo, prima del focheggiatore, secondo lo schema del quadrupletto Petzval, che dovrebbe correggere la curvatura di campo. Il Vixen Na120S è piuttosto imponente per via dei 102 cm di lunghezza minima e per il diametro di 14 cm. La forma è altrettanto particolare: il paraluce è a filo con il tubo, come nel Takahashi FS-60C e la parte del focheggiatore è molto lunga e più stretta rispetto al diametro del tubo, creando una silhouette unica per un rifrattore. Secondo Vixen questo telescopio sarebbe nato proprio come astrografo, e forse con la pellicola i risultati conseguibili non sarebbero nemmeno tanto male, mentre con il digitale la questione si complica. Il sensore più piccolo necessita di un maggiore ingrandimento in stampa e la superiore risoluzione del digitale sulla pellicola non fa altro che enfatizzare i limiti di questa ottica. C’è da sottolineare che l’unico grande limite di questo telescopio è il residuo cromatico, peraltro più che normale visto che si tratta di un progetto acromatico e non semi-apo o apo. |
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Meade UWA 4,7mm serie 4000 |
 Il Meade Ultra Wide Angle serie 4000 da 4,7mm di focale è un oculare molto particolare. Malgrado la corta focale, che lo rende ideale per le visioni planetarie ad alti ingrandimenti, ha un angolo di campo apparente di ben 82°, una caratteristica di norma riservata agli oculari dedicati alle osservazioni deep. Lo schema ottico è piuttosto complesso, 8 lenti in 5 gruppi, contenute nel classico barilotto da 31,8mm rivestito in gomma con trama bugnata a punta di diamante per una facile presa e con una pratica estensione in gomma su cui appoggiare l’occhio durante l’osservazione, ripiegabile nel caso si indossi gli occhiali. E’ un oculare comunque piccolo, non dissimile da un normale Plossl o Ortoscopico. |
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 Si tratta del mio secondo tentativo alla ricerca di una montatura "Grab 'n Go" per le osservazioni lampo da casa o come seconda montatura per le uscite montane per i piccoli rifrattori che possiedo. Il mio primo tentativo cadde sulla Astro3 del Lidltelescopio, una equatoriale piccola, motorizzabile, leggera ma forse un po' troppo ballerina anche se con i piccoli rifrattori da 60mm funzionava in maniera egregia. Un giorno mi cade l'occhio su un qualcosa di conosciuto, una vecchia montatura equatoriale degli anni 70 che ricordavo di aver visto da bambino alle varie edizioni dell'Astron e sulle pubblicazioni dell'epoca. Già ai tempi la Zeiss T-Mount mi aveva incuriosito per quella sua forma un po' inusiale, con un corpo sottile e leggero inframmezzato da due grossi dischi di dimensioni ragguardevoli che all'epoca non ne comprendevo ancora l'utilità, ma mi si impressero nella mente. Cercai subito un po' di informazioni su questo prodotto e pur verificando che non sarebbe stato possibile motorizzarla ho deciso di farla mia. |
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